L’EGITTO, UN DONO DEL NILO ? (II)

Perché il fiume era visto come un Dio dagli Egizi ?


  •  I concetti in costruzione: alterità, punti di vista.
  • Le nozioni: fenomeno della piena, religione, gestione dello spazio.

1- Le rappresentazioni degli allievi

Pseudo-evidenza e incredulità.

Per prima cosa, gli allievi devono comprendere che il Nilo non è un fiume comune: é il fiume più lungo del mondo (o quasi), è l’unico che attraversa l’equatore, che scorre dunque d’un emisfero all’altro. Le sue  sorgenti sono state conosciute solo nel XX° secolo. Il Nilo attraversa un deserto ed è in piena al culmine dell’estate! Trasporta un limo molto fertile: tutte caratteristiche  fuori dal comune che  basterebbero a spiegare  perché il Nilo è al centro della vita dell’antico Egitto.

Queste caratteristiche sono troppo spesso presentate come  banali nei manuali e percepite come delle evidenze da parte degli allievi, che potrebbero non capire  come mai gli antichi Egizi lo trattavano come un Dio. Questa adorazione si spiega grazie alla natura veramente eccezionale del Nilo con le sue caratteristiche così abnormi e  non può essere trattata come una qualsiasi configurazione mentale.

Alcune preconoscenze o false rappresentazioni possono ostacolare questa presa di coscienza. Alcuni alunni continuano a pensare che il Nilo scorre dal Nord al Sud (il Mediterraneo si getterebbe nell’Africa.), dal momento che lo studio dell’Egitto avviene  su carte geografiche murali con un alto e un basso che falsano la realtà. Il fenomeno stesso delle piene non è capito bene dagli allievi: se capiscono abbastanza la relazione tra precipitazioni (piogge) e piene, non vedono invece che il fiume Nilo va in piena quando piove a monte del suo corso e non sul posto stesso dell’inondazione. La spiegazione del fenomeno deve essere ricercata fuori dai limiti dell’Antico Egitto e dalle mappe tradizionali presentate agli allievi. La stessa riflessione può essere fatta con il limo. La lunghezza del corso (più di 6000 km dal lago Vittoria) e i rilievi non permettevano  agli Egizi  di condurre delle spedizioni geografiche valide.

 2-  Il punto sul contenuto

La prima società che ha tentato di gestire il suo spazio!

La società egiziana è probabilmente la prima che  ha provato a gestire il suo spazio. La valorizzazione della valle e del delta come quella delle terre desertiche più vicine  è stata compiuta grazie ad  un controllo delle piene del Nilo ( progettazione di dighe, di canali, di serbatoi d’acqua.). Questi lavori idraulici servivano prima a drenare le terre diventate troppo umide in modo da poter seminare il più presto possibile, e poi a irrigare le terre  aride. È ovvio che solo una società sedentaria poteva sfruttare  al meglio questa ricchezza. L’Egitto è proprio quella che presenta tutte le caratteristiche  adatte:

  1. Un governo centrale forte, nella persona del Faraone.
  2. Una amministrazione gerarchizzata, con dei gruppi di funzionari distribuiti nei vari mestieri: polizia, giustizia, imposte, geometri.
  3. Un sistema di scrittura per  archiviare le leggi, i decreti, le regole. Questi scritti serviranno a educare  i giovani scribi e i funzionari.
  4. Una grande diversità di mestieri, accresciuta dai progetti del Faraone.
  5. La società egiziana era anche urbana, contrariamente a quel che per lungo tempo si è pensato.

Tutte queste caratteristiche fanno dell’Egitto una società veramente particolare. Essa ha influenzato la civiltà greco-romana e sarebbe un errore  non  contarla tra le società dalle quali abbiamo ereditato.

La diga di Assuan.

La diga corrisponde a un altro tentativo di gestire lo spazio. I documenti I e J dimostrano quanto questo sforzo sia controverso. Com’è la realtà?

A parte i difetti legati a questo tipo di grandi opere idrauliche, particolarmente destabilizzanti, la dinamica degli uomini è stata ignorata. L’esodo rurale massiccio ha indotto un enorme sviluppo urbano ( il Cairo sarà uno dei più importanti centri urbani del prossimo secolo) grosso consumatore di spazio e di acqua: negli ultimi trent’ anni, si è riuscito a rendere produttivi (con i rischi di salificazione conosciuti), 750.000 ettari d’un lato, quando l’espansione urbana ne ha consumato 600.000! Le terre conquistate sono meno fertili di quelle lasciate all’urbanizzazione. L’Egitto consuma 31 chili di concime chimico all’ettaro contro i 300 della Francia, la media mondiale è di circa 200 chili.

Oggi, l’Egitto importa grano mentre un tempo era il granaio di Roma produce, invece canna da zucchero, grossa consumatrice di acqua, per soddisfare i bisogni alimentari di una società diventata urbana. A breve termine, la diga ha permesso di affrontare la crescita demografica del paese ( 2,8%, cioè 1 milione di abitanti in più ogni anno). Se è vero che l’Egitto è un dono del Nilo, questo dono non è senza limiti!

3- Il percorso didattico

TEMPI ORGANIZZAZIONE

MISSIONE

FASE 1

Questa fase è il seguito logico della ricerca individuale o collettiva che concludeva la situazione –problema precedente.

15m Sorteggio di un personaggio dell’Antico Egitto: 4 schiavi, 7 contadini, 2 artigiani, 2 guerrieri, 2 sacerdoti, 2 scribi, 2 nobili, 1 principe, la regina, il Faraone (24 alunni). Ogni gruppo presenta il suo personaggio alla classe. Presentate il vostro personaggio alla classe: chi è e che cosa fa.?
25 min. Distribuzione del Doc. 1 a tutti i gruppi. Rappresentate questa processione con un fumetto. Il vostro gruppo sociale deve comparire.
20m Gioco di ruolo, con la sedia portata dagli schiavi… Gli allievi possono ripresentare la processione cantando dei passaggi del doc. C con  il Faraone  che  declama dei passaggi del doc. K. Adesso rappresentate questa processione con un gioco di ruolo, ricordandovi chi siete.
FASE 2
20m Ritorno ai piccoli gruppi e distribuzione del Doc.2. Leggete questo documento e confrontatelo con il precedente.

Cosa ne pensate? Annotate le vostre osservazioni su un cartellone.

20 m Lettura dei cartelloni e inizio della discussione animata dall’insegnante.
5 min. Lezione dell’insegnante sull’importanza del Nilo nella vita dell’Egitto e sull’incertezza della sua sorgente.
Fase 3

valutazione

Redazione di un testo su quanto hanno appreso. Redigete un testo individuale per spiegare ciò che ognuno dei due testi dice.

4- Indicazioni sull’ animazione.

Questa  volta, i due documenti sono studiati l’uno dopo l’altro. Il lavoro dedicato al documento antico serve a creare una visione “magica” del fiume-dio, questo fiume vivace che cadeva dal cielo sulla terra per gli Egiziani. Insegna che questo culto  riguardava la società  intera e che ognuno vi aveva il suo posto, il Faraone per primo quale  intermediario tra il suo popolo e il fiume-dio. Il Cantico sui benefici del Nilo testimonia l’unione compiuta tra le diverse  classi della società egiziana, nella speranza d’un rinnovato ciclo delle piene. Il lavoro indicato per il secondo documento deve creare la sorpresa, vista la contrapposizione dei due concetti. La magia e il sovrannaturale del primo documento si trovano confrontati a una spiegazione di tipo classico che espone  freddamente  i fatti, senza sviluppare le caratteristiche  fuori dal comune  del fiume. Dopo di che, si tratta di paragonare  i due documenti  in modo da generare presso gli allievi una ricerca nel tentativo di risolvere i problemi del Nilo.

5- Documenti

Doc.1: La piena del Nilo vista dagli antichi Egizi ( R. Pierre, 1959, Montagnes de la lune, Paris, Hachette)

Rotolando le sue lente acque arrossate dal limo il fiume-dio, il fiume benedetto, il re dei fiumi, il Nilo in piena, fa il suo ingresso al paese dei Faraoni. In quella sera di luglio di migliaia di anni fa, Tebe la radiosa , la città dalle cento porte, grida la sua gioia ed il suo abbandono. Le lacrime di Iside che piange il marito defunto hanno fatto gonfiare il fiume-re e l’Egitto celebra la piena del Nilo. La lunga processione dei preti  avanza,  portando la barca di milioni di anni,  la barca sacra di Amon-Ra, dio supremo: il Sole padrone del cielo e creatore del mondo ……Il silenzio plana sulla folla  che è impressionata solo dalle invocazioni rituali: “ Salve a te o Nilo, che sorgi dalla terra per nutrire l’Egitto che arriva dalle tenebre misteriose verso il giorno, dove si canta la tua venuta.” Dietro i sacerdoti,  annunciato dai loro canti, ecco che appare, su un trono sontuosamente addobbato, un altro dio, il Faraone. Molto prima della piena ha risalito il Nilo fino al suo corso più alto, si è infilato in una delle sue strettoie, e, per conciliarsi il fiume gli ha offerto dei regali, un rotolo di papiro dai segni misteriosi e delle preghiere che lo faranno sorgere dalla terra. Allora, in questa calda notte d’estate, ancora più calda del soffio di una moltitudine di fellah e di migliaia di torce fumanti, un popolo intero si prosterna davanti al volto divino del Faraone, la cui apparizione si confonde così con quella della piena.

Il documento è incentrato sulla spiegazione “ magica “ delle piene del Nilo. Fa riferimento d’altronde al mito classico di Iside che piange la morte di Osiride. Questo mito fa parte integrante dei miti la cui conoscenza è raccomandata. Detto testo fa in seguito riferimento al patto fra il Faraone ed il Nilo che si materializza grazie ad offerte diverse, fra cui un papiro sul quale è scritto il celebre “Libro del Nilo” (documento allegato)

Doc. 2: La piena del Nilo descritta da un scienziato di oggi ( J. Besançon, “L’uomo e il Nilo”)

Tradizionalmente, nella notte del 17 al 18 giugno , comincia  la crescita delle acque del Nilo….il Nilo prende una tinta verdastra  e un odore nauseabondo, da cui il suo nome di “flusso verde “ o “Nilo verde”.

Si pensa già da tempo che il fiume trasporti in questo momento delle particelle vegetali strappate lungo il suo viaggio a monte che marciscono man mano e che gli danno questo odore cosï terribile…

A luglio, il flusso aumenta ancora, la leggera colorazione verde sparisce per essere sostituita da un’altra fangosa e scura, marroncina-rossa, e il Nilo prende il nome di “Nilo rosso” oppure  “acque rosse”. Questa colorazione è dovuta a un’ importante  quantità di materie in sospensione che provengono dai vulcani dell’Abissinia: a quest’epoca i 9/10 delle acque che passano al Cairo provengono da violente piogge su queste montagne, che si riversano nel Nilo Blu e nell’ Ateara. Le acque rosse sono accompagnate  da uno straordinario aumento del flusso.  Il livello resta stazionario, poi si mette a scendere, prima molto velocemente poi più lentamente, in modo che il fiume ritrova il suo letto inferiore verso metà novembre, lasciando sul fondovalle delle pozzanghere più o meno larghe, prosciugate poi dal sole o dall’infiltrazione. Continua a restringersi fino al ritorno dell’estate successiva.

 In questo testo, la piena è vista in modo completamente diverso. Erodoto non ignorava l’origine del limo di Abissinia, infatti ne ha parlato nel libro II° delle sue “Inchieste”. Eppure, per spiegare il fenomeno, si sarebbe dovuto immaginare che la piena è provocata dall’arrivo, dopo alcune settimane, delle acque riversate dalle piogge tropicali sul lago Tana; mentre il livello minimo dell’acqua per il resto dell’anno, è assicurato dalle  piogge di tipo equatoriale sul lago Vittoria.

6- Prolungamenti didattici

Questi tre prolungamenti didattici possono essere trattati dall’insegnante sotto la forma di tre situazioni-problema o più rapidamente come spunto di riflessione nei piccoli gruppi e poi nel gruppo classe con una lezione frontale.

  1. Le sorgenti del Nilo, un mistero! Consegna: risolvere il

Mistero.

  • Un collage di testi: Erodoto (doc.A), Strabone (doc.B), i sacerdoti egiziani (doc. C). Non dimenticare che i Romani dicevano “Cercare le sorgenti del Nilo” come adesso si dice :”Cercare un ago in un pagliaio”, per fare capire fino a qual punto  fosse  impossibile tale  ricerca.
  • Una carta classica presa da un manuale scolastico (doc. D)
  • Un diagramma delle precipitazioni  e delle  temperature  a Assuan  e un grafico  segnando il regime del Nilo a Assuan  (doc. E)
  1. Cambiare scala, è cambiare lo sguardo!

Presentare tre mappe del Nilo:

  • Una mappa classica  che si limita alla seconda cateratta (doc.F)
  • Una mappa che  mostra le sorgenti  del Nilo fino al lago Vittoria. (doc. G)
  • Una mappa delle precipitazioni in Africa nel mese di luglio (doc. H)

Questi documenti sono proposti senza alcuna consegna, semplicemente come stimolo alla ricerca.

  1. La diga di Assuan sarebbe da distruggere?
  •  Articolo “ Il delta del Nilo sotto le acque” (doc. I)
  • Articolo preso nella rivista Okapi ( doc. J)
  • Cantico egiziano sui benefici del Nilo, testo letto durante la processione. ( doc. K)
  • Geroglifici che mostrano la diversità dei lavori dei contadini e la complessità dell’organizzazione dello spazio nella valle del Nilo. Si possono utilizzare delle diapositive anteriori alla costruzione della diga di Assuan.

Lettura di questi  documenti e discussione per  dimostrare che la diga di Assuan risponde a degli imperativi diversi ( acqua per il consumo delle città e produzione di elettricità) di quelli dell’Antico Egitto ( acqua per l’irrigazione e limo). Eppure la diga innesca delle fratture nell’ecosistema del delta preoccupanti per il futuro di questa regione.

Documento A: ( Erodoto, l’Inchiesta, LibroII, nel  430 av.J.C.)

Sul regime di questo fiume, non ho saputo niente, né  dai sacerdoti, né da nessun altro. Eppure ero molto desideroso di capire perché il Nilo cresce  e straripa  a partire dal solstizio d’estate, durante cento giorni, e dopo  questo,  si ritira e decresce  per  ridursi a un sottile corso d’acqua durante l’inverno e fino al ritorno del solstizio d’estate. Nessun egiziano ha potuto darmi la minima spiegazione quando facevo la mia inchiesta sulle forze che danno al Nilo un regime contrario a quello degli altri fiumi….

Parliamo adesso delle sorgenti del Nilo: nessuno tra gli Egiziani, i libici e i Greci ai quali ho potuto parlare, ha affermato conoscerle tranne a Saïs, in Egitto , lo scriba del tesoro di Atena.. Penso tuttavia  che scherzasse quando affermava di averne una conoscenza esatta.

Il Nilo è conosciuto per  quattro mesi di navigazione (in più della parte del suo corso che si trova in Egitto): è il tempo che serve per andare dall’isola d’Elefantina all’isola dei Transfugi. Il fiume viene   dall’ovest  e dal tramonto. Al di là, nessuno può assicurare niente  perché il caldo torrido fa di questo paese un deserto.

 

Documento B ( Strabone, geografo greco della fine del primo secolo a.C.)

Durante la piena del Nilo, tutto il paese è ricoperto e sembra un mare  tranne i luoghi abitati ; quegli ultimi sono insediati su delle colline  o promontori artificiali, lo stesso dicasi per le città più importanti e i borghi che sembrano isole da lontano. L’acqua resta più di quaranta giorni d’estate, prima di iniziare la sua  decrescenza, poco a poco  come era salita: in sessanta giorni, la pianura è scoperta e prosciugata: quanto prima  avviene  il prosciugamento, più velocemente si fanno  solchi e semine;  più rapidamente  nelle regioni dove fa più caldo.

 

Documento C. Canto dei sacerdoti egiziani con i quali si celebrava l’arrivo della piena.

Quando ti gonfi di nuove acque , la Terra  si rallegra e tutti gli uomini sono felici; ogni viso sorride, i denti si scoprono; tu porti  il nutrimento e l’abbondanza,  crei tutto quello che è buono, addolcisci i sapori, rappacifichi i demoni, fai crescere  i pascoli per il bestiame che sarà dato in sacrificio agli dei.

Tu riempi i fienili e i granai.

Tu dai ai poveri, fai crescere gli alberi fino a loro massimo.

Documenti d, f g, h

Vedi A. Dalongeville, 1995, pag.112

Documento E: grafico delle temperature, precipitazioni e flusso del Nilo a Assouan

Documento I: Il delta del Nilo sotto le acque, Tratto da “la Recherche” , luglio, agosto 1988.

Una grande parte del delta del Nilo dove vivono più di un milione di abitanti, sarebbe sul punto di affondare sotto le acque….  Da 7500 anni a questa parte , il nord-est del delta sprofonda di cinquanta centimetri al secolo: questo fenomeno di origine tettonica associato all’innalzamento del livello del mare, minaccia tutta questa regione, che è a solo un metro sopra il livello dell’acqua, di una immersione prossima.. Per di più, la diga di Assuan, in attività dal 1964, (costruita da un sodalizio di imprese italiane) impedisce  la sedimentazione un tempo eseguita dal Nilo che compensava  in parte lo sprofondamento…… La costa mediterranea rischia di ritirarsi di trenta chilometri  da qui al 2100.

 

Documento J: problemi attuali dei contadini (Okapi)

 Per continuare a coltivare la terra, i contadini devono dunque  ricorrere ai concimi chimici molto inquinanti. Ne utilizzano tre volte di più che nel 1957, prima della costruzione della diga. La diga ha anche modificato l’aspetto del delta: prima, il limo arrivava fino alla riva del mare, mantenendo una superficie costante del delta. Oggi, la quantità di limo è talmente insufficiente che il delta si ritira: il mare Mediterraneo guadagna trenta metri all’anno sulla terra!

Oggi, l’acqua scorre sempre nei canali che irrigano la valle del Nilo. Se questo sistema ha permesso di moltiplicare il numero delle raccolte all’anno, ha anche fatto proliferare i ratti e gli scorpioni, un tempo  scacciati dalle alluvioni. Questo sistema ha anche sviluppato una terribile malattia: la bilharziosi, provocata da vermi parassiti che si insediano nell’organismo umano. Possono vivere venti anni e sono distrutti solo con l’asciugamento prolungato dei canali. La bilharziosi è attualmente una delle piaghe del Egitto : è mortale una volta su dieci.

 

Documento K -Cantico dei benèfici effetti del Nilo.

Salute, O Nilo! O te che sei venuto su questa terra e che vieni in pace per dare la vita all’Egitto. Abbeveri la terra in ogni luogo, Dio dei semi, signore dei Pesci, creatore  del Grano, produttore del l’Orzo….

Appena si alza, la terra scoppia di gioia, ogni ventre si rallegra, ogni schiena è scossa dal riso e ogni dente mastica. Porta con lui provviste deliziose, crea ogni buona cosa…

Si appropria delle due contrade, e i granai si riempiono, i beni dei poveri si moltiplicano; rende felice ognuno secondo il suo desiderio… Non gli sono dedicate pietre ne’ statue, non si fa incantare da parole misteriose, non si sa da dove viene.